Un secolo di Milan-Inter

milan-inter-thumb.gifMILANO – Sabato 2 aprile: questa data puo’ rimanere nella storia dello scudetto 2010-2011. Milan e Inter, ancora di fronte, di nuovo in campo con il peso di oltre cento anni di storia vissuta tra alterne fortune, strappi e litigi. L’ansia da derby resta la stessa, nonostante guerre e passaggi epocali. Un secolo e passa di cronaca da ricordare grazie a campioni rimasti nel cuore popolare e nell’immaginario collettivo: il piu’ grande di tutti, il Divino, Peppino Meazza che condivide con Giacinto Facchetti il cuore degli interisti. E poi il trio delle meraviglie milaniste Gre-No-Li (Gren, Nordahl-Liedholm); Sandro Mazzola, Gianni Rivera, Mariolino Corso con i calzettoni perennemente abbassati, Jose’ Altafini.

Ma – attorno al derby – si muovono anche, comparse, figuranti e carneadi. Il calcio – piano piano – cambiava faccia con le magie di Helenio Herrera e le invenzioni di Arrigo Sacchi. La storia del duello secolare inizia ufficialmente il 10 gennaio del 1909 – anno del primo campionato italiano – quando il Milan vinse per tre a due con le reti – per i rossoneri – di Trere’, Lana e Laich; Gama e Schuler per l’Inter. E questo e’ solo l’inizio: l’anno seguente, nel 1910, il Milan cade per 5-0 (tripletta di Capra, Peterly, Payer). Incredibile il risultato del 3 marzo 1918 quando, in Coppa Mauro, il Milan piega l’Inter per 8-1 grazie ai fratelli Cevenini. Il 25 gennaio 1920 l’Inter si vendica con un sonoro 7-3. Sono gli albori: la serie A prende forma nel 1929 e il primo derby va all’Inter con un gol di Meazza che ne realizzera’ 282 solo con la maglia nerazzurra. Dopo gli anni del fascismo e della ricostruzione, il pendolo del derby si mantiene in equilibrio precario.

Una delle stracittadine rimasta memorabile si gioca il 6 novembre 1949: alla fine del primo tempo, il Milan e’ in vantaggio per 4-1. Colpi di scena a non finire e ribaltone nel secondo tempo con ‘Veleno’ Benito Lorenzi che suggerisce ad Amadei di giocare piu’ centrale. Score al 90′, 6-5 per l’Inter. La prima volta in cui la partita di Milano diventa decisiva per lo scudetto e’ nel 1950-51: i rossoneri sono forti di tre punti di vantaggio. Al 9′ segna Gunnar Nordahl e mette lo scudetto nella cassaforte del Diavolo. Gli anni 50 segnano una svolta storica: Angelo Moratti diventa presidente dell’Inter, il giovane avvocato Giuseppe Prisco diventa vicepresidente e nel 1960 il Mago Helenio Herrera siede sulla panchina nerazzurra.

Vede la luce la grande Inter ma negli annali restano – nel 1960 – le quattro reti di Altafini che spingono il Milan alla vittoria (la partita si chiude 5-3). Altro punteggio rotondo arriva il 28 marzo 1965 con l’Inter che umilia gli avversari con 5-2 (doppietta di Mazzola). Strada spianata verso lo scudetto. Due anni dopo 4-0 per l’Inter. Marzo 1974: ancora l’Inter ha la meglio con il risultato di 5-1. Derby amaro soprattutto per Pizzaballa, il portiere arrivato dal Verona al Milan, che dopo 9′ ha gia’ incassato tre gol, preludio al 5-1 finale per l’ Inter. Nel frattempo, Silvio Berlusconi prende in mano le redini del Milan per trasformarla in una squadra vincente in Italia e in Europa. L’Inter si perde negli anni di calciopoli nonostante i coraggiosi investimenti. E, arriva, quella che e’ considerata la Waterloo nerazzurra.

E’ l’11 maggio 2001: il Milan abbatte l’Inter allenata da Tardelli con un punteggio tennistico 6-0, cosa mai accaduta nella storia della Beneamata. A dettare legge in campo sono Comandini e Shevchenko che si fanno sentire con le loro doppiette di fronte a un’Inter stordita e imbambolata. Il resto e’ storia recente: il 21 febbraio 2004 il Milan rimonta lo 0-2 per vincere 3-2 con gol decisivo di Seedorf a 4 minuti dal termine. Splendida e decisiva la rete Ronaldinho dell’1-0 del settembre 2008. Quattro gol nel derby della prima giornata della stagione 2009-2010 per i nerazzurri: Thiago Motta, Milito, Maicon e Stankovic. I nerazzurri di Mourinho replicano al ritorno vincendo, in nove, per 2-0. Colmo della beffa, Ronaldinho sbaglia un rigore. Tra dispetti e ripicche, anche qualche ‘gesto dal sen fuggito’ frutto della palpitazione da derby: nel 2006-2007, il Milan manda in campo Ronaldo che segna il gol dell’ex. Alla ripresa pareggio di Cruz e sorpasso di Ibrahimovic. Massimo Moratti non si trattiene e gli ‘scappa’ il gesto dell’ombrello. Ma, il calcio, si sa, non e’ roba da signorine.

(ansa)

«Leonardo si congedò dal Milan giurando: mai più farò l’allenatore»

leonardo_saluta_siena_milan.jpegPer fortuna, qualcuno a Milanello, è stato colto da improvvisa lucidità e ha ricordato un passaggio importante del congedo di Leonardo dal Milan, il 15 maggio dello scorso anno. Tutto lo stadio lo applaudì dopo il 3 a 0 sulla Juve e molti dei suoi allievi, anche quelli che non erano stati gratificati dalla sua fiducia, si unirono all’abbraccio simbolico della curva rossonera.
Tra questi vi fu Christian Abbiati che oggi sostiene di non aver coltivato alcun rancore nei confronti del brasiliano che pure gli preferì Dida, secondo taluni a causa della cattiva salute del portiere brianzolo. «L’unica sorpresa, per tutto lo spogliatoio- ha confessato in queste ore Abbiati- è stata la contraddizione tra ciò che ci aveva detto e quello che poi ha fatto. A noi disse che non avrebbe continuato la carriera di allenatore e che anzi di sicuro sarebbe tornato al mestiere del dirigente. Non solo. Ma aggiunse che di sicuro non avrebbe allenato subito. Perciò a Milanello abbiamo appreso con stupore il suo passaggio all’Inter».
Ecco: Leonardo non ha mai spiegato come mai cambiò idea, legittimamente. Come mai invece di mettere in un cassetto il diploma di allenatore conseguito a Coverciano, grazie a una deroga speciale intervenuta per via della sua partecipazione a un mondiale (’94 in Usa col Brasile), ha dapprima “sparato a zero” sul presidente del Milan a settembre e poi prima di Natale accettato l’invito di Moratti? C’è qualche milanista risentito che continua a sostenere che la prima fosse propedeutica alla successiva scelta. Chissà, forse un giorno leggeremo la verità sulla storiella.

Maldini ‘Milan, per te ci sarò sempre! No a Moratti

maldini-milan-napoli.jpgL’ex capitano del Milan, Paolo Maldni ai microfoni di Sky Sport24.

Questa tua assenza lontano dal Milan è una tua scelta?

L’idea era quella di godermi un pochino la vita, intesa come la vita famigliare, degli affetti e dei miei interessi personali. Poi, se un giorno ci sarà la possibilità di collaborare con la società che mi ha dato tanto e di ridare in qualche maniera qualcosa, in termini di esperienza, conoscenza ed entusiasmo, sarò assolutamente disponibile. Per ora questi ingredienti non si sono ancora trovati.

E se ci dovesse essere una richiesta ufficiale?

Io ci sarò sempre per il Milan, sarò sempre legato a questi colori, a questa società, per la storia mia, di mio padre, i miei figli giocano nelle giovanili, quindi non mi sono mai staccato da questo ambiente.

Preferenze?

Preferirei giocare, ma purtroppo non si può. Poi vedremo.

Moratti aveva espresso grandi apprezzamenti su di te: tu faresti il salto come ha fatto Leonardo oppure mai all’Inter?

Non credo sia una questione di mai all’Inter o mai in un’altra squadra, la mia storia è diversa da quella di Leonardo. Gli apprezzamenti di Moratti credo siano a livello personale, non si è mai ipotizzato nessun tipo di ruolo all’interno della società. C’è stato un incontro casuale dal quale è sfociato tutto questo parlare di questo mio avvicinamento all’Inter che era uguale a zero.

Un pronostico per lo scudetto.

Sembrava una giornata favorevole al Milan, invece non è cambiato niente. Avendo una giornata in meno da giocare, il Milan ha guadagnato qualcosa.

Come vedi il nervosismo di Ibra?

Ibra ci tiene, l’ha dimostrato in tutto il campionato, non ha saltato una partita, credo che un po’ di stanchezza a livello psicofisico sia normale.

Anche Ancelotti ti ha fatto una proposta per Londra?

Sì, io sono andato a Londra subito dopo il mio ritiro, solo che erano passati solo dieci giorni dalla mia ultima partita, di prendere e trasferirmi a Londra, anche se per un’avventura bella e importante come quella al Chelsea, sinceramente non avevo voglia.

Vuoi fare l’allenatore o il dirigente?

Io l’allenatore mai, su quello sono decisissimo e sicurissimo. Vedremo, però l’allenatore lo escludo.

fonte:calciomercato.com

Calciomercato Milan, Robben ha un destino rossonero

Tottenham-Milan 0-0  robben_esulta.jpgha decretato l’addio dei rossoneri all’importante manifestazione continentale. Sicuramente una delusione sul piano sportivo, ma il bicchiere può essere visto anche mezzo pieno: da adesso in avanti, infatti, la squadra di Allegri potrà concentrarsi appieno sulla corsa scudetto.E proprio il massimo campionato italiano ha fatto ieri un bel regalo a Zlatan Ibrahimovic e compagni. Il pareggio per 1-1 tra Brescia e Inter nell’anticipo della 29/a giornata dà infatti la possibilità ai rossoneri di portare addirittura a 7 i punti di vantaggio sui cugini nerazzurri, visto che domani il Milan ospiterà il Bari per una sfida dal finale piuttosto scontato. E sette punti di vantaggio a sole nove giornate dal termine della stagione sono davvero tanti. Derby meneghino e sfide delicate permettendo.Dal calcio al calciomercato. Il club di via Turati può diventare ancora più olandese. Dopo gli arrivi nel mercato invernale di van Bommel ed Emanuelson, quest’ultimo però ancora un oggetto misterioso, la prossima estate potrebbe aggiungersi quello di Arjen Robben. Il 27 centrocampista offensivo del Bayern Monaco è infatti finito nella lista della spesa di Adriano Galliani. Un desiderio, per ora, o poco più. Con la dirigenza bavarese, del resto, non è ancora partita nessuna trattativa ufficiale, ma in caso di stagione fallimentare per la squadra di van Gaal, Robben potrebbe decidere di cambiare aria.Dopo aver già saggiato i tornei di Olanda, Inghilterra, Spagna e Germania, all’ex calciatore delle merengues non resta che l’esperienza in Serie A, come campionato di alto livello in ambito europeo. Altro dato che farà sognare i tifosi del Diavolo è rappresentato dal fatto che lo stesso Robben abbia espresso la preferenza per i colori rossoneri, in caso di arrivo nel belpaese. La colonia dei tulipani, a partire dal ‘senatore’ Clarence Seedorf, è inoltre pronto ad accoglierlo a braccia aperte. Un altro colpo estivo per un Milan sempre più stellare, a quanto pare, si può fare.

Alessandro Fedele – magazine.ciaopeople.com

CALCIO: MOURINHO, MAI AL MILAN

mourinho_inter8.jpg“Non potrei mai allenare il Milan anche se un professionista non dovrebbe mai dire mai. I miei anni in Italia sono stati molto difficili ma resta grande la mia passione per l’Inter e gli interisti. Il mio futuro? L’Inghilterra rappresentera’ sempre il futuro per me”. Cosi’ Jose’ Mourinho parla a Radio2, a tutto campo, dal suo passato al suo futuro, dal rapporto con l’Italia a quello con l’Inghilterra, dall’amore per i tifosi interisti al rispetto per i milanisti.

agi.it

Champions: Tottenham-Milan, arbitra il belga De Bleeckere

nb1017bleeckere.jpgSara’ l’arbitro belga Frank De Bleeckere a dirigere la partita di Champions League di mercoledi’ tra Tottenham e Milan. La sfida e’ valida per il ritorno degli ottavi di finale. I rossoneri sono chiamati all’impresa a White Hart Lane: all’andata gli inglesi vinsero 1-0 a San Siro grazie a una rete di Crouch. Gli assistenti di De Bleeckere saranno i connazionali Hermans e Vromans. Il direttore di gara belga arbitra la sua 58esima partita nelle coppe europee, la 50esima in Champions League. Con lui il Milan non ha mai perso: nei quattro precedenti ha ottenuto un pareggio e tre vittorie. Tra i successi, ce n’e’ uno che sta particolarmente a cuore ai tifosi rossoneri: il 2 maggio 2007, nella semifinale di ritorno di Champions League, i rossoneri vinsero 3-0 contro il Manchester United conquistando l’accesso alla finale di Atene, dove poi conquistarono la settima coppa della loro storia battendo 2-1 il Liverpool. Il Tottenham e’ diretto per la seconda volta da De Bleeckere: nell’unico precedente gli inglesi rimediarono una sconfitta.

 

fonte:ilsole24ore.com

Calciomercato – Balotelli al Milan? Ora è cosa fatta

balotelli07-300x227.jpgIeri è tornato nella sua Milano e l’accoglienza, come era facilmente prevedibile, non è stata delle migliori. Dopo il 5-2 dei nerazzurri sul Genoa Mario Balotelli scende a salutare i suoi ex compagni e il presidente Moratti.

Durante la gara piovono fischi nei suoi confronti e la Curva Nord lo invita esplicitamente a non mettere nuovamente piede in casa nerazzurra e restarsene là, in quel paese…che si chiama Inghilterra.

L’accoglienza è dura e SuperMario non la prende bene, anche se non al punto da pensare di non fare più ritorno allo Stadio di San Siro. Forse un po’ se lo aspettava questo trattamento; i tifosi nerazzurri non hanno dimenticato la sua maglia gettata a terra dopo Inter-Barcellona e nemmeno la trovata di “Striscia la notizia”, durante la quale aveva indossato la maglia del Milan.

Forse i tifosi dell’Inter si sono dimostrati così avversi perché fiutano nell’aria un affare che pare già clamorosamente concluso. Quella maglia, e non è uno scenario del tutto nuovo per noi, Balotelli dovrebbe vestirla per davvero nella prossima stagione.

Il Milan in sostanza si sarebbe già assicurato il giocatore in cambio di 22,5 milioni di euro più il cartellino di Antonio Cassano. Il talento barese aggiungerebbe al suo curriculum l’esperienza inglese, dopo quella travagliata in Spagna, mentre Mario arriverebbe a Milanello dopo un lungo reciproco corteggiamento riabbracciando – salvo sorprese – l’ex compagno Zlatan Ibrahimovic.

Ovviamente Cassano fungerebbe da contropartita tecnica per portare a termine l’affare solo nel caso in cui Roberto Mancini fosse riconfermato sulla panchina del Manchester City.

(FONTE:http://it.eurosport.yahoo.com)